Analizzo il tuo portafoglio, costruisco una strategia chiara e ti aiuto a prendere decisioni che reggono anche quando il mercato non collabora.
CONSULENTE INDIPENDENTE
Sono Tobia Antoniolli, consulente finanziario autonomo iscritto all’albo OCF (matricola n. 640927 – 23/03/2026). Mi occupo di investimenti da 15 anni e ho lavorato per realtà diverse, tra cui CitiBank e Sanlam Investments.Lavoro con investitori, professionisti e imprenditori che vogliono capire davvero come è investito il proprio patrimonio e prendere decisioni consapevoli nel tempo.Non vendo prodotti finanziari e non ricevo commissioni da banche o società di gestione: la consulenza è l’unico servizio che offro. Ma fatta bene.

Il mio obiettivo è costruire strategie chiare, sostenibili e coerenti con la situazione reale del cliente.Analizzo il portafoglio, identifico costi e inefficienze, definisco una strategia e affianco il cliente nel tempo per mantenerla anche quando il mercato diventa volatile.
IL MIO METODO
COSA TI OFFRO
Le fasi della consulenza:
1) Raccolta dei dati
2) Analisi degli scenari
3) Consulenza mirata
4) Monitoraggio e Ricalibrazione
COSA RICEVI
Documento di sintesi:
Profilo, obiettivi, vincoli e razionale delle scelte: nero su bianco.
Scenari best/base/worst:
Ipotesi chiare, rischi espliciti, e cosa cambia se lo scenario gira.
Raccomandazioni operative:
Strumenti, pesi %, regole di gestione e trigger di ribilanciamento.
Monitoraggio e Ricalibrazione:
I mercati cambiano velocemente, è necessario tenerli monitorati per agire velocemente.
TEMPISTICHE
La consulenza si ripete ogni 3 mesi con report e aggiornamento. A fine anno: sintesi completa dell’andamento e delle decisioni.
tre pagine di esempio di una mia consulenza



Contattami
Il primo incontro è conoscitivo e senza impegno.Analizziamo la tua situazione, chiarisco come lavoro e capiamo se ha senso iniziare un percorso insieme. Se non è il caso, te lo dico chiaramente.Durata: circa 30 minuti, in videochiamata.
MESSAGGIO INVIATO
Ho ricevuto la tua richiesta e ti risponderò al più presto.Di solito entro 24 ore lavorative. Se la richiesta è urgente, puoi scrivermi direttamente via email.Nel frattempo, grazie per il tempo che hai dedicato a contattarmi.
Perché investire?
Perché investire se “può andare male”?
Perché non investire ha un costo certo: inflazione e perdita di potere d’acquisto. Investire significa scegliere rischi misurati e coerenti con un orizzonte, non “scommettere”.Liquidità o investimenti: come si decide?
Prima si definisce quanta liquidità serve davvero (spese, emergenze, progetti a breve). Il resto si può pianificare su orizzonti più lunghi con strumenti adeguati.Risparmio e investimento sono la stessa cosa?
No. Il risparmio è ciò che non spendi; l’investimento è come lo metti al lavoro. Senza una strategia, spesso si finisce con prodotti costosi o incoerenti.Quanto conta l’orizzonte temporale?
È la variabile che decide quasi tutto: rischio sostenibile, strumenti, regole. Con orizzonte corto non cerco rendimento: cerco stabilità e controllo.Come evitiamo decisioni emotive?
Con regole scritte: asset allocation, soglie di ribilanciamento, cosa fare nei diversi scenari. Il piano serve soprattutto quando i mercati fanno rumore.
Cos’è un Consulente Finanziario Autonomo
Che cosa significa “autonomo”?
Significa che non lavoro per una banca o una rete e non colloco prodotti. Ti fornisco raccomandazioni personalizzate e documentate; l’interesse commerciale di un intermediario non è nel mezzo.Che differenza c’è rispetto alla banca?
La banca vende/colloca una gamma di prodotti; io valuto ciò che hai e ciò che ti serve, e ti spiego come e perché. Se la soluzione è “non fare nulla”, te lo dico.Come sei remunerato?
Mi paghi tu, con un compenso concordato e scritto. Non prendo retrocessioni o incentivi sui prodotti: così il conflitto di interessi è fuori dal tavolo.Mi fai comprare o vendere tu?
No. Io raccomando; l’operatività la esegui tu (o il tuo intermediario). È un vantaggio: controllo e trasparenza rimangono dalla tua parte.Sei davvero indipendente?
Sì: niente collocamento e niente retrocessioni. La mia reputazione si regge su metodo e coerenza, non su “prodotto del mese”.
Quanti soldi servono?
Esiste un minimo per lavorare insieme?
Non ho un “minimo” standard. Valuto complessità, obiettivi e tempo necessario. Se il caso non è adatto, te lo dico subito.Ha senso una consulenza con patrimoni piccoli?
Certo, perché le scelte sbagliate pesano di più. Il punto è costruire un piano semplice, sostenibile e con costi coerenti.Come definisci la parcella?
In base al lavoro richiesto: documenti, analisi, numero di posizioni, obiettivi e bisogno di monitoraggio. Preferisco un preventivo chiaro, scritto, senza sorprese.Posso fare solo un check-up una tantum?
Sì. Alcuni clienti vogliono una diagnosi e un piano, poi implementano in autonomia. Altri preferiscono anche monitoraggio: decidiamo in base a cosa ti serve.E se ho un patrimonio complesso (azienda, immobili, più intermediari)?
Si lavora per priorità: mappatura, rischi principali, costi, coerenza con obiettivi e liquidità. Non serve “complicare”: serve mettere ordine.
Prima della consulenza
Cosa devo preparare prima della call?
Obiettivi (con priorità), orizzonte, vincoli di liquidità e documentazione del portafoglio (estratti, costi, prodotti). Se manca qualcosa, te lo chiedo io.Come funziona il primo incontro?
Capisco il contesto e ti dico cosa serve davvero: check-up, piano, monitoraggio o niente. Se non posso aiutarti, è meglio scoprirlo subito.Si può fare tutto da remoto?
Sì. Call + scambio documenti su canali organizzati. Stesso risultato, meno tempo perso.Quanto tempo richiede l’onboarding?
Dipende dai documenti e dalla complessità. In genere: raccolta dati + prima analisi in pochi giorni, poi consegna del documento con raccomandazioni.E se non siamo un buon match?
Te lo dico. Preferisco un “no” onesto subito, piuttosto che un incarico trascinato male per entrambi.
La consulenza
Cosa ricevo alla fine?
Un documento chiaro: fotografia del portafoglio, costi, rischi, asset allocation target, strumenti raccomandati e regole operative. Con motivazioni e priorità.Come definisci il rischio “giusto”?
Parto da obiettivi e vincoli, poi misuro volatilità, drawdown, concentrazioni e sostenibilità dei flussi. Il rischio non è un numero: è ciò che puoi reggere senza sabotarti.Come scegli gli strumenti (ETF, fondi, titoli)?
Con criteri espliciti: costi, liquidità, trasparenza, diversificazione, coerenza con l’obiettivo. Se uno strumento è opaco o caro senza motivo, lo dico.Consideri la sostenibilità (ESG)?
Sì: raccolgo le tue preferenze e le integro nella verifica di adeguatezza e nella selezione degli strumenti, quando applicabile.Parli di scenari: a cosa servono?
Servono a decidere prima cosa fare quando le cose cambiano: tassi, inflazione, recessione, shock di mercato. Senza scenari, si improvvisa.
Dopo la consulenza
Mi aiuti a implementare le raccomandazioni?
Sì: ti guido passo-passo, ma l’operatività la fai tu (o l’intermediario). L’obiettivo è che tu sappia cosa stai facendo, non che tu “esegua e basta”.Cosa succede se non implemento subito?
Nulla di magico: semplicemente il contesto può cambiare. Ti dico cosa è urgente, cosa può aspettare e cosa monitorare nel frattempo.Rebalancing: quando si fa?
Quando i pesi si allontanano dalle soglie definite o cambia il contesto. Non per ansia e non per notizie.Tracci le decisioni nel tempo?
Sì: raccomandazioni, motivazioni, ipotesi e step successivi. Serve a mantenere coerenza e a evitare “memoria selettiva” nei momenti difficili.E se cambia la mia vita (lavoro, famiglia, impresa)?
Si aggiorna il piano: obiettivi, vincoli e rischio sostenibile. Meglio adattare prima che subire.
Formazione
Fai formazione o corsi?
Sì, se è utile al percorso. La formazione non è “intrattenimento”: serve a darti strumenti per decidere meglio.Che cosa imparerei, in concreto?
Concetti essenziali: rischio, costi, diversificazione, comportamento dei mercati, regole pratiche. L’obiettivo è capire abbastanza da non farti vendere sciocchezze.Quanto è tecnica?
Quanto serve. Preferisco modelli semplici che funzionano, non gergo. Se vuoi la parte avanzata, te la spiego—ma solo se è utile.Mi rendi “autonomo” davvero?
Ti rendo più autonomo nelle decisioni. Poi puoi scegliere: gestione in autonomia o percorso continuativo. L’importante è che tu capisca le conseguenze delle scelte.Rilasci materiali o appunti?
Sì: note, checklist e riferimenti pratici. Pochi documenti, ma buoni, così li usi davvero.
Informazioni sul professionista
Tobia Antoniolli – Consulente finanziario autonomo. Iscritto all'albo OCF con Matricola n. 640927 – 23/03/2026. P. IVA 05741800287. PEC: [email protected].
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Rischi degli investimenti
Gli investimenti finanziari comportano rischi, inclusa la possibilità di perdita, anche integrale, del capitale investito. Le performance passate non sono indicative di risultati futuri. Ogni decisione di investimento dovrebbe essere valutata in relazione alla situazione personale e agli obiettivi dell’investitore.
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Ultimo aggiornamento: 27/03/2026
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Ultimo aggiornamento: 27/03/2026
Che cosa intendo per sostenibilità
Negli investimenti, sostenibilità significa considerare fattori ESG (ambientali, sociali e di governance) per valutare rischi e opportunità che possono incidere sul profilo rischio-rendimento.
Raccolta delle preferenze del cliente
Le preferenze di sostenibilità sono raccolte formalmente nell’ambito del questionario MiFID II e possono essere aggiornate nel tempo. Se il cliente esprime preferenze ESG, queste vengono considerate nella verifica di adeguatezza e nel processo di raccomandazione.
Come le considero
Valutazione di strumenti e emittenti anche tramite informazioni ESG disponibili (dati, rating, documentazione pubblica).
Eventuali esclusioni o vincoli specifici su richiesta del cliente.
Trasparenza su criteri, limiti informativi e impatti sul portafoglio.
Limiti e avvertenze
L’integrazione di preferenze ESG può limitare l’universo investibile e non elimina i rischi di mercato né garantisce risultati. Serve a rendere più completa la lettura dei rischi e la coerenza delle scelte con le preferenze dichiarate.
Ultimo aggiornamento: 27/03/2026
ACF
L’assistito può presentare ricorso all’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF), istituito presso la Consob, per la risoluzione extragiudiziale delle controversie tra investitori (diversi dai clienti professionali) e consulenti finanziari autonomi e società di consulenza finanziaria, relative alla violazione degli obblighi di diligenza, correttezza, informazione e trasparenza nell’esercizio dell’attività.Il ricorso all’ACF è gratuito per l’investitore e costituisce uno strumento di tutela alternativo alla sede giudiziaria, che resta comunque accessibile.Non rientrano nell’ambito dell’operatività dell’Arbitro le controversie che implicano la richiesta di somme di denaro per un importo superiore a 500.000 euro. Sono esclusi i danni non patrimoniali o non conseguenza immediata e diretta della violazione.Il diritto di ricorrere all’ACF è irrinunciabile ed esercitabile anche in presenza di clausole di devoluzione ad altri organismi ADR.Per maggiori informazioni: acf.consob.it.
Ultimo aggiornamento: 27/03/2026